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Amore per il cibo ITALIANO…part.2

 

 

Le certezze nella vita non sono tante, e questo lo sappiamo bene. Ma una cosa su cui saremo tutti d’accordo, è che il cibo italiano fa da padrone sull’enogastronomia mondiale. Se per gli stessi cittadini italiani il cibo è tradizione, condivisione, quotidianità e identità, per gli stranieri è sicuramente un “canto della sirena” a cui non si può resistere.

 

Per scoprire quali sono i cibi più apprezzati dai palati stranieri basta leggere l’articolo già pubblicato precedentemente, ora arriva il momento di capire quanto il comparto degli agroalimentari pesi su quello del turismo in Italia. I numeri che ci arrivano dalla ricerca “Il turismo enogastronomico, driver della promozione del territorio a livello nazionale e locale” sono davvero impressionanti, per il turismo straniero e anche per quello italiano.

 

 

I dati emersi dalla ricerca segnalano che il 75% dei viaggiatori sceglie come meta per la propria vacanza una destinazione famosa per il cibo. L’impatto economico di queste scelte sul settore è estremamente rilevante: il food & beverage rappresenta circa il 25% delle spese fatte da ogni turista, e può salire fino al 35%.

Ma il cibo non si consuma solo sul posto, molti infatti sono coloro che dichiarano di comprare in viaggio prodotti da portare a casa ed altrettanti quelli che continueranno a farlo una volta rientrati nel loro paese.

 

 

Non si parla solo di cibo, ma anche di eccellenze date dalle vigne di tutte le regioni: Il 59% dei turisti stranieri infatti acquisterà cibo italiano, e il 54% vino. La riconoscibilità del made in Italy fa da traino anche per il settore delle esportazioni: nel 2017 il volume ha superato i 40 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 70% nell’ultimo decennio. Questo enorme giro di affari non ha conseguenze soltanto quantitative, ma anche qualitative: il turismo dedicato al cibo e al vino caratterizza infatti le diverse destinazioni italiane, valorizzando allo stesso tempo le mete meno note e meno ricche di siti storici e culturali, fidelizzando (o meglio prendendo per la gola) i turisti di tutto il mondo.

 

 

Se il “gastronauta” tipico in Italia è al 49% straniero tra cui Francesi, Tedeschi, Russi, è anche e soprattutto, per il 50% italiano. Secondo i dati 2017 del Censis infatti sono 13,7 milioni gli italiani che hanno fatto vacanze o gite giornaliere dedicate al cibo italiano, per un giro d’affari complessivo stimato da Città del Vino (2017) in circa 2,5-3 miliardi di euro.

 

Questo turismo tutto “made in Italy” inoltre non aumenta solo il mercato, ma anche le abitudini salutiste grazie a una sempre maggiore attenzione per i cibi naturali e di origine biologica. Questa ricerca nei cibi tipici dei vari paesi ha fatto si che le tradizioni non andassero perse continuando a tramandarle di generazione in generazione.

 

To be continued…

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